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L’emergenza traffico è terminata.

L’ordinanza di trasferimento delle attività alla amministrazione

ordinaria non arriva.La rendicontazione nemmeno. Perchè

nessuno  ne parla? Se lo domandano  100 associazioni.

Il 31 dicembre  è terminato lo stato di emergenza relativo al traffico  

della città di Roma.Ma nessun romano  se n’è accorto!! Per sei anni ,

dal settembre 2006,  Roma ha avuto il privilegio di avere un commissario,

prima Veltroni e poi Alemanno, all’emergenza traffico. Sono stati  elaborati

   piani per le infrastrutture ed i parcheggi,istituita una complessa organiz

zazione articolata su  soggetti attuatori,Comitato di coordinamento delle

attività emergenziali,  Ufficio Emergenza traffico e mobilità, consulenze 

tecniche e giuridiche,dipendenti comunali i cui costi non sono noti.

Questa struttura   avrebbe dovuto garantire la realizzazione,prima, di 389

interventi e poi di  471con  l’inserimento  di opere di manutenzione stradale

ordinaria e straordinaria  effettuate  dal commissario Alemanno nel 2009 e

2010. Queste opere avrebbero dovuto consentire il  “ miglioramento signifi

cativo  e  rapido  della  situazione  in  atto  e  favorire il ripristino delle

normali condizioni di vita”previsto dalla ordinanza di nomina.

Nella conferenza stampa del 30 novembre scorso le 100 associazioni hanno

reso pubbliche, dopo 146 giorni di insistenze e sollecitazioni, le  realizzazioni

  a fine marzo 2012 oscillanti tra un decimo ed un quinto del previsto.

Nel contempo i costi da congestione traffico si sono raddoppiati (da 1,4 a

2,8 miliardi di €),gli spostamenti con veicoli privati sono passati dal 50,5%

del totale nel  2008 al 66,5% attuale,l’inquinamento è fuori dai limiti di legge

ed i morti per incidenti stradali sono quasi 200 l’anno. Roma è  terza nella

classifica fra le città europee più congestionate con un tempo medio di ritardo

di 42 minuti per   ora di guida nei periodi di picco,ben prima di Parigi e Londra

ma anche di Milano,Napoli e Torino.

Le 100 associazioni   si rivolgono all’opinione pubblica ed ai  partiti per richiedere

  il recupero  di principi di sana amministrazione, trasparenza e  di  osservanza

  delle norme attraverso :

-La pubblicizzazione della rendicontazione economica e finanziaria nel

confronto fra i piani iniziali  e le realizzazioni  di fine  2012:quali vantaggi

e quali costi per i cittadini romani?

- L’individuazione delle responsabilità   per le mancate realizzazioni.

E’ possibile che in 6 anni nessuno se ne sia accorto?

-L’ immediata  emanazione da parte del Dipartimento della protezione

civile della ordinanza di trasferimento delle attività emergenziali alla amministrazione

ordinaria. Ai sensi della vigente normativa l’ordinanza che  avrebbe dovuto essere

emessa  10 giorni prima della scadenza  della emergenza, cioè  il 21 dicembre  2012.

Perchè questo ritardo in violazione di legge?

Di fronte a questo finora incontestato fallimento della esperienza  commissariale 

il terzo decreto di attuazione della legge per Roma Capitale prevede l’attribuzione 

al sindaco di poteri speciali in tema di traffico e mobilità sulla base di un piano

approvato dal Consiglio dei Ministri.

A  questo  tentativo di utilizzare  strumenti emergenziali  per operare senza controlli,

dei corridoi per la mobilità pubblica del piano emergenziale del 2006  l’unico realizzato

(Anagnina) è sotto inchiesta, le 100 associazioni, ora diventate 120 con l’adesione

della rete “Carte in regola”,  richiedono l’apertura di un pubblico dibattito sulla esperienza

 conclusa  e di  avviare una discontinuità nella gestione della mobilità nell’area metropolitana,

superando le vergognose difese di competenza delle diverse amministrazioni con la costitu

zione di un unico ente di programmazione della mobilità per l’intera regione, adeguando

uffici e società comunali ad un livello minimo di efficacia e capacità gestionale e realizzativa,

chiamando tutte le parti sociali interessate  alla redazione di un piano della mobilità

che assicuri  il diritto ad una  mobilità per tutti, fondata sul trasporto pubblico, e la

intermodalità, la piena  trasparenza dell’azione dell’amministrazione (tutti i dati e provvedi

menti sul sito Internet), la partecipazione dei cittadini alle scelte e alle decisioni assunte sulla

base di precisi criteri ed indicatori.

Nei 6 anni di vigenza dello stato di emergenza

del traffico e mobilità Roma è passata dal

12esimo al 26esimo  posto nella  graduatoria

dei capoluoghi italiani alla ricerca di una

mobilità più sostenibile. La classifica presentata

il 27 dicembre nel sesto Rapporto Euromobility

coincide con la scadenza del regime emergenziale

a Roma (prevista per il 31 dicembre) e fornisce

una ulteriore conferma alla valutazione negativa,

espressa dalle 100 associazioni,sui risultati

della gestione emergenziale del traffico e

mobilità .

Posizione in classifica

2007

2012

 MILANO

4

4

 TORINO

6

1

 ROMA

12

26

 NAPOLI

35

21

Fonte LA MOBILITA’ SOSTENIBILE IN ITALIA: INDAGINE SULLE

PRINCIPALI 50 CITTA’ Edizioni 2008- 2012

 

 
BASTA EMERGENZA TRAFFICO CI VUOLE UN SALTO DI QUALITA’
PER LA GESTIONE DELLA MOBILITA’ A ROMA
100 associazioni della area metropolitana romana hanno inviato
una lettera aperta al Presidente del Consiglio Mario Monti  per
chiedere di NON PROLUNGARE lo stato di emergenza del traffico
in vigore da sei anni tenuto conto dei fallimentari risultati conseguiti.

La richiesta è stata avanzata   sulla base dei  dati,ottenuti dopo
146 giorni di  solleciti, che le stesse 100 associazioni hanno resi
pubblici il 30 novembre scorso:sui 389 interventi, per un importo
di 1,7 miliardi di€ previsti a fine 2008, solo 29 sono stati completati,
pari al 7,4%  del totale. Risultato particolarmente negativo in consi
derazione degli  eccezionali poteri  attribuiti al Commissario delegato
all’emergenza traffico  in tema di procedure per espropri, appalti,
istruttorie archeologiche, conferenze dei servizi e procedure partecipative. 
Nel frattempo, a causa della inerzia nella gestione della emergenza,
dal 2007 al 2011 i costi da congestione traffico si sono raddoppiati
(da 1,4 a 2,8 miliardi di €), gli spostamenti con veicoli a motore sono
passati da 50,5% del totale nel 2008 al 66,5% attuale, l’inquina
mento è fuori dai limiti di legge ed i morti per incidenti stradali
sono quasi 200 l’anno.
Questi elementi evidenziano la gravità del fallimento della esperienza
per l’emergenza traffico e mobilità a Roma e richiedono un’urgente
riflessione collettiva  con una ampia partecipazione dei cittadini, in
totale trasparenza,e  con la predisposizione di criteri ed indicatori di
risultato ed impatto per un nuovo approccio alla mobilità dell’area
metropolitana.

Nell’immediato le 100 Associazioni,accertato il fallimento della
gestione commissariale,verificato il peggioramento della situazione
del traffico e mobilità ed auspicato il  ripristino dei principi di buona
amministrazione, sia contabili che di efficacia, hanno richiesto di:

- non autorizzare alcuna proroga del regime commissariale .
Invece di curare la realizzazione degli interventi previsti dai piani
emergenziali, l’Amministrazione emergenziale si è dedicata alla
produzione di carta (Piano strategico per la mobilità sostenibile
(nel 2010) e piano “Ferrotranviario :Rapporto 1.0” (nel2012)

- far chiarire immediatamente le modalità di trasferimento delle
attività in corso, alla amministrazione ordinaria,  ai sensi della
legge n.100 del 12 luglio 2012;

-  rendere pubblica la rendicontazione dell’attività emergenziale
di Roma  nel confronto fra i piani iniziali  e le realizzazioni al 2012

- individuare le responsabilità  delle mancate realizzazioni.

A due anni dalla fine dello stato d' emergenza,31 dicembre

2012,non si conoscono le realizzazioni dei 789 interventi

infrastrutturali e viari programmati nel 2006 nè dei 300

parcheggi  di ogni tipo o dei 14 parcheggi di scambio.

A marzo 2012,ultimi dati acquisiti con la procedura

d'accesso agli atti,le realizzazioni oscillavano

attorno al 10%.Nessuno conosce i costi sostenuti per

la complessa organizzazione di gestione della emergenza ,

nel 2008 ultimo dato disponibile costava 2 milioni di € l'anno.

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